Balochistan, diviso e schiacciato tra Iran e Pakistan

BENIAMINO NATALE
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Il recente scambio di bombardamenti tra l’Iran e il Pakistan avrebbe provocato dalle due parti, secondo i rispettivi governi, una ventina di vittime tutti “donne e bambini”. Strano che non dico un guerrigliero, ma neanche un maschio adulto sia caduto in questo scambio di cortesie tra due paesi entrambi musulmani, anche se uno, l’Iran, di confessione sciita e l’altro sunnita. 

Quello che è sicuro è che tutti i caduti, di qualsiasi sesso ed età, erano di etnia balochi, quella che vive nel Balochistan, una vasta regione montuosa che si trova per due terzi in Pakistan e per il resto in Iran, dove è chiamata Sistan-Balochistan. In tutto si tratta di circa quindici milioni di esseri umani (meno di tre milioni in Iran, il resto in Pakistan) che oggi sembrano essere ignorati dal resto del mondo ma che presto potrebbero salire alla ribalta, com’è accaduto a un’altra popolazione che si trova a qualche centinaio di chilometri più a nord, quella dei kurdi.

Un fatto nuovo, che potrebbe portare a effetti devastanti per l’establishment militare e politico del Pakistan è la prima protesta di piazza dei balochi, che stanno partecipando a migliaia alla “marcia su Islamabad” organizzata da gruppi locali che denunciano la repressione del Pakistan e che sono arrivati nella capitale guidati da una coraggiosa trentenne di nome Mahrang Baloch. Centinaia di manifestanti sono stati arrestati e poi rilasciati. Le proteste dei balochi – alle quali i media pakistani hanno messo la sordina – sono ancora in corso e potrebbero proseguire fino alle elezioni generali che si dovrebbero tenere all’inizio di febbraio, creando un grave imbarazzo al regime pakistano, una semi-democrazia che vive sotto la invadente tutela dell’esercito, vero depositario del potere politico.

Nel libro di Francesca Marino Balochistan; bruised, battered and Bloodied, l’intellettuale Mir Mohammed Ali Talpur, racconta così la storia del suo paese: “…intorno al 1500, il Balochistan era diviso in due aree diverse, controllate una dall’Impero Persiano, l’altra dalla dinastia dei Mughal“ (che allora regnava su una vasta area che comprendeva gran parte dell’attuale Pakistan e una parte dell’India settentrionale). “Diverse influenti tribù – prosegue Ali Talpur – che esercitavano qualche autorità erano presenti nel Balochistan e intorno al 1600 si formò una confederazione tribale che prese forma sotto i Khan di Kalat…”. Poi arrivarono i britannici, che usarono il Balochistan per lanciare i loro attacchi contro il vicino Afghanistan. I Balochi, e in particolare la potente tribù dei Marri, furono coinvolti nei combattimenti tra i britannici e gli afghani, con alterne vicende e un gran numero di battaglie. Torniamo al racconto di Ali Talpur: “…nel 1854 il Balochistan divenne un stato associato all’Impero Britannico, e nel 1877 i britannici crearono l’agenzia del Balochistan per occuparsi dei contatti con il principato locale. Più o meno nello stesso periodo, la Persia riconquistò la parte occidentale del Balochistan e questa scomparve virtualmente dalle mappe, fondendosi con l’Iran”. Il grosso del territorio, la sua zona orientale, fu gradualmente assorbito dall’Impero Britannico.

Mahrang Baloch

Nel 1947, quando l’Impero si dissolse dando vita ai due Stati indipendenti dell’India (a maggioranza hindu) e del Pakistan (quasi interamente musulmano), il Balochistan fu forzatamente annesso al Pakistan, contro il parere dell’allora Khan di Kalat. I rapporti tra i capi tribù balochi e il potere centrale non sono mai stati facili.

Il vasto e in buona parte desertico territorio del Balochistan è stato usato dall’esercito pakistano per vari test missilitici e, nel 1998 per far esplodere la bomba atomica pakistana, una prova di forza decisa per rispondere ai test atomici condotti dall’India poche settimane prima. L’importanza strategica del Balochistan è evidente se si tiene conto non solo dei suoi confini con Iran e Afghanistan, ma anche del fatto che sul suo territorio corre gran parte del China Pakistan Economic Corridor (CPEC), compreso il porto di Gwadar che si affaccia sul Mar Arabico. Inoltre, il territorio è ricco di risorse naturali tra cui numerose miniere di oro e rame e giacimenti di petrolio. Insomma, il Balochistan è un possesso prezioso per il Pakistan, che non intende rinunciarci a nessun costo e che ha affrontato con la forza militare le numerose ribellioni che si sono sviluppate nel territorio.

 

La resistenza dei balochi in Pakistan si è espressa nella nascita di una serie di gruppi guerriglieri guidati dalle “grandi famiglie” tribali, che furono appoggiati dall’Urss fino alla sua dissoluzione e che tuttora godono del sostegno dell’India, che intende restituire al Pakistan pan per focaccia per l’esplicito appoggio di Islamabad ai secessionisti del Kashmir. In Iran ha compiuto alcuni attentati un piccolo gruppo terrorista chiamato Jaish al-Adl, che non rappresenta per gli ayatollah un pericolo paragonabile a quello che ha di fronte il Pakistan con lo sviluppo di un forte movimento di protesta popolare.

Balochistan, diviso e schiacciato tra Iran e Pakistan ultima modifica: 2024-01-22T16:11:03+01:00 da BENIAMINO NATALE
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