A un veneziano il Cesar Klein Preis 2026

Berlino premia Ezio Toffolutti, un riconoscimento d'eccezione che intende onorare i traguardi straordinari nel campo della scenografia.
SANDRA PAOLI
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Il prossimo 20 settembre, il palcoscenico del Renaissance-Theater di Berlino ospiterà la cerimonia del conferimento del Cesar Klein Preis für Szenografie a Ezio Toffolutti. Un riconoscimento d’eccezione che, ispirandosi alla complessità dell’opera di Cesar Klein, intende onorare i traguardi straordinari nel campo della scenografia.

Nelle motivazioni ufficiali, la giuria sottolinea come Toffolutti abbia saputo creare «spazi visionari e di grande impatto»: luoghi «evocativi, dinamici e performativi», capaci di fondere con naturalezza la visione dell’arte figurativa e la concretezza dell’arte applicata. È il riconoscimento di una poetica della metamorfosi, dove gli oggetti in scena non restano mai identici a se stessi: Ezio li trasforma costantemente, portandoli a diventare altro e a seguire così l’evoluzione del dramma.

Per Toffolutti, veneziano di nascita e berlinese d’adozione artistica, il premio rappresenta un ritorno a casa. La sede della premiazione è molto più di una cornice: il Renaissance-Theater è un gioiello Art Déco decorato nel 1922 proprio da Cesar Klein (1876-1954). Qui, il pioniere dell’avanguardia disegnò i preziosi intarsi lignei con motivi della Commedia dell’arte, che ancora oggi conferiscono all’edificio il suo fascino unico. Toffolutti vi ha lavorato recentemente per Marlene (2023) e Tartuffe (2024), stabilendo un dialogo fisico con queste tracce dell’Espressionismo tedesco.

Il premio acquista particolare valenza alla luce della storia di Klein. Come ricorda il Freundeskreis Cesar Klein e.V. – l’associazione con sede a Mölln che ne custodisce l’archivio – l’artista visse il dramma della persecuzione nazista. Nel 1933 Klein era all’apice della carriera, ma fu poi bandito col divieto di dipingere e la sua opera bollata come entartete Kunst. Proprio parlando di Klein, Toffolutti lo descrive come un artista fondamentale che «lavorava con i migliori registi dell’epoca, come Jürgen Fehling, un regista bravissimo che ha fatto scuola». Ezio sottolinea con forza il valore umano del pittore: «Era un antifascista, perseguitato», proprio a causa di quell’arte definita dai nazisti “depravata”.

Klein riuscì a sopravvivere professionalmente grazie alla scenografia e alla collaborazione con l’architetto Oskar Kaufmann, che gli permisero di continuare a creare nell’ombra dei teatri. Ricevere un premio a lui intitolato significa dunque, per Toffolutti, riaffermare il valore della libertà creativa.

Il cuore emotivo della cerimonia sarà la laudatio affidata a Katharina Thalbach. Toffolutti, nel corso di un nostro recente colloquio, ne ha parlato con entusiasmo: «È un’amica, un gran personaggio», e aggiunge: «Kathi sa tenere il pubblico da sola». Ricordando i loro inizi, Ezio sottolinea come il loro sodalizio sia una pagina fondamentale del teatro europeo. Negli anni Settanta la giovanissima Katharina, già stella della Berlino Est, incrociò il percorso di Ezio: evoca i successi nati dalla loro collaborazione, primo fra tutti Macbeth («lei dice che è la migliore regia che ha fatto»), lo storico Arturo Ui alla Comédie Française o l’Aida a Dresda. Toffolutti ricorda anche il successo allo Schiller-Theater di Liebe macht Tod, su testo di Thomas Brasch, «una versione di Romeo e Giulietta molto attualizzata», altro nome cardine della cultura tedesca con cui Ezio aveva un rapporto di amicizia.

Ezio Toffolutti, scenografo di Marlene al Renessaince Theater, Berlino, ottobre 2023

Per noi di ytali, questo traguardo ha un valore speciale. Ezio Toffolutti è membro del comitato editoriale del Quadrante Tedesco, il progetto che si confronta, tra l’altro, con i flussi culturali tra Italia e Germania e che vede collaborare a Venezia lo stesso Toffolutti insieme a Luca Crescenzi, Massimiliano De Villa e Sabine Herrmann, supportati da un comitato internazionale (Elisabeth Galvan, Maria Gazzetti, Tanja Schultz, Alexander Drummer e David Wagner).

A un veneziano il Cesar Klein Preis 2026 ultima modifica: 2026-09-13T19:30:36+02:00 da SANDRA PAOLI
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1 commento

Alberto Tomiolo 18 Marzo 2026 a 13:30

Ennesimo sacrosanto riconoscimento per Ezio Toffolutti, anche se non propriamente profeta in patria: alla fine, meglio così!

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