Pasqualino Rossi, l’inchiesta di Report va in parlamento

Imputato di corruzione (prosciolto solo per prescrizione) è stato assegnato alla Rappresentanza italiana presso l’Ue. Il caso finisce alla camera con un'interrogazione di deputati del Movimento 5 Stelle
scritto da GIORGIO FRASCA POLARA

È finita in Parlamento la sconcertante vicenda, denunciata da Milena Gabanelli, di un alto dirigente del ministero della Salute, Pasqualino Rossi, imputato di corruzione (ma prosciolto, attenzione!, solo per prescrizione del reato), che, con questo po’ po’ di precedente, è stato assegnato alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Ue, a Bruxelles. Un gruppo di deputati del Movimento 5 Stelle ha infatti chiesto ai ministri degli Esteri e della Salute di spiegare:

quale sia stato l’iter, nonché i criteri e i requisiti, per la selezione e la designazione del dirigente all’incarico presso la sede di rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Ue;

se non ritengano opportuno verificare se vi siano stati comportamenti omissivi o inosservanza delle procedure di controllo nel procedimento di selezione e designazione del dirigente;

quali sino gli orientamenti del governo in merito alla vicenda”, vale a dire se i due ministri non ritengano necessario far tornare questo signore in patria al più presto possibile per lo stesso decoro della missione italiana.

Chi è dunque questo signore? Pasqualino Rossi è un dirigente di fascia A del ministero gestito da Beatrice Lorenzin, ed è stato protagonista di una grave vicenda giudiziaria quando era dirigente dell’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa). Nel 2008, dopo due anni di indagini, Russo viene arrestato su ordine dell’allora procuratore capo di Torino, Raffaele Guariniello, insieme ad altri alti funzionari pubblici e dirigenti di società di intermediazione nel settore farmaceutico. L’accusa: corruzione.

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Pasqualino Rossi

E infatti , secondo il Gip di Torino, dagli atti che avevano motivato l’arresto, “si registra una totale assenza nel Rossi dell’interesse per la tutela della salute pubblica”. Ricordiamo che l’Aifa, ente di diritto pubblico, svolge tutte le attività legate al processo regolatorio relativo al farmaco: dalla registrazione e autorizzazione all’immissione in commercio, dal controllo delle officine produttive e della qualità di fabbricazione alla verifica della sicurezza e appropriatezza d’uso, dalla negoziazione del prezzo all’attribuzione della fascia di rimborsabilità. Chiara la delicatezza dei compiti e della loro corretta gestione?

Ebbene, sottoposto il Rossi per mesi a intercettazioni e pedinamenti, ne era uscito, a parere della procura, “il ritratto di un funzionario pubblico alla continua ricerca di soldi, per mantenere un tenore di vita al di sopra delle sue possibilità”. Per questo “passa informazioni riservate agli informatori farmaceutici e agevola le pratiche per l’approvazione dei farmaci da immettere in commercio. Questa attività viene ricompensata con danaro e regali, compresi i soggiorni in resort di lusso per tutta la famiglia e il rinnovo degli arredi di casa Rossi. Anche danaro? Sì quattrini: i Nas di Roma, su incarico della procura torinese, avevano girato un video che immortala Pasqualino Rossi mentre riceveva “una bustarella nascosta dentro a un giornale”. Chi gliela aveva passata? La storia e la spiegazione è illuminante: il rappresentante della Helsinn Healthcare, la casa farmaceutica svizzera produttrice del Nimesulide (il principio attivo del famoso Aulin), doveva manifestargli la gratitudine per aver fatto sì che il medicinale non fosse ritirato dal commercio com’era accaduto in altri paesi…

Però, tra la fine dell’inchiesta e il trasferimento degli atti da Torino al tribunale di Roma competente per territorio passano – oh, burocrazia lumaca! – anni e anni, sicché i giudici romani sono costretti, nel settembre del 2015, ad emettere sentenza di non luogo a procedere “per intervenuta prescrizione” nei confronti di tutti gli imputati.

Nel frattempo, la carriera del dirigente va avanti, alla grande e del tutto indisturbata dalla grana penale lasciata alle spalle. Lascia o è costretto a lasciare l’Aifa, ma solo per trasferirsi direttamente al ministero della Salute dove gli trovano (chi glielo ha trovato, e perché? non si sapevano i suoi trascorsi corruttorii, o si faceva finta di non conoscerli?) un incarico di consulenza, studio e ricerca presso la direzione generale per i rapporti con l’Ue e rapporti internazionali. Poi, a distanza di appena tre mesi dal proscioglimento dall’accusa di corruzione, ma solo per intervenuta prescrizione, dà la disponibilità per essere assegnato alla sede della rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unione europea.

La richiesta è accolta a tambur battente. Come mai? “Sapeva le lingue”, è la incredibile giustificazione soffiata dal ministero. Ma Beatrice Lorenzin, che siede a quel dicastero ininterrottamente dall’aprile del 2013 (prima nel governo Letta e poi nel governo Renzi) non poteva non sapere chi, lasciava il ministero per andare a Bruxelles. E agli Esteri, da cui ufficialmente dipendono tutte le rappresentanze italiane all’estero, non hanno preso, all’Aifa o alla Salute, informazioni sul personaggio? Bastava chiedere o, più semplicemente, aprire su Internet un qualsiasi motore di ricerca per trovare i non stimabili precedenti di Pasqualino Rossi. Ora non resta che aspettare la risposta all’interrogazione per sapere chi è responsabile di questa figuraccia a Bruxelles, chi ha protetto questo signor Rossi, e soprattutto chi intenda –ammesso che intenda farlo – richiamare in fretta a Roma questo corrotto (ma prescritto) dirigente arricchitosi speculando sui farmaci e in definitiva sulla salute degli italiani.

Pasqualino Rossi, l’inchiesta di Report va in parlamento ultima modifica: 2016-10-25T14:29:04+02:00 da GIORGIO FRASCA POLARA

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