Il festival si mette in mostra al Des Bains

Lo storico (ex) albergo del Lido riapre per ospitare un’esposizione sulla storia della Mostra del Cinema, con i materiali dell’Archivio Storico della Biennale.
BARBARA MARENGO
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È importante ricordare le origini, difficile inventare qualcosa di nuovo. Grazie ad Alberto Barbera e al suo staff che ci hanno portato nel cuore del mondo del cinema (Paolo Baratta)

Incursione, afferma il presidente della Biennale Paolo Baratta: e che bella questa  incursione nel piano rialzato dell’Hotel Des Bains, dove fino a metà settembre è aperta la Mostra sulla Mostra, ovvero “Il Cinema in Mostra, volti e immagini della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica,1932-2018“.

Forse ho scritto troppe volte la parola “Mostra”, ma giustifico il tutto sull’onda dell’entusiasmo che ha coinvolto un po’ tutti i numerosi presenti all’inaugurazione e l’altrettanto numeroso pubblico che in questi giorni affolla i maestosi e familiari saloni dell’Hotel Des Bains.  Non scrivo “ex Hotel Des Bains” perché per i frequentatori pluriennali della prima Mostra del Cinema della storia (1932), questo edificio bianco un po’ sciupato ma sempre resistente a numerose avversità e chimere di avventate destinazioni lunghe quasi un decennio, rimane sempre il mitico albergo di Visconti, Mann e compagnia bella: al di là di ogni retorica,  un luogo che per gli 86 anni del cinema al Lido e le 75 edizioni della Mostra stessa ha rappresentato qualche cosa di elegante, funzionale, scenografico, un po’ snob, magicamente familiare sotto lo scricchiolio dei parquets lucidi, con il profumo del burro e delle tovaglie inamidate nella sala da pranzo d’angolo, con vista su piscina, concierges molto chic in giacca bianca e chiavi d’oro all’occhiello tra boiseries ardite e  superbe. 

Tutto questo oggi non c’è più  o almeno non c’è ancora ma ci sarà di nuovo, secondo il presidente della società immobiliare Coima  Manfredi Catella, che ha acquisito anche l’Hotel Excelsior in parte restaurato, e che prevede la riapertura del Des Bains non prima del 2025.

Aspettando i sette anni e sperando non diventino settanta volte sette,  vale la pena di andare subito a vedere le 680 foto esposte nel salone Visconti,  dove il celebre Luchino nel 1971 ambientò gli incontri tra Gustav von Haschenbach e Tadzio con “Morte a Venezia”. Assieme ai filmati d’epoca ed alle bellissime locandine della Mostra, preziosa testimonianza conservata nell’Archivio storico della Biennale, passano sui numerosi schermi spezzoni di film famosi, con mitici attori ed attrici, registi e produttori, e l’attenzione del pubblico è autentica, mentre i commenti dei più anziani sono un po’ nostalgici.  

Ricordano le origini, come ha affermato Baratta, quando la felice intuizione del 1932 si è trasformata in un Festival con cadenza annuale e sempre più importante sulla scena internazionale. Gli oltre tremila giornalisti accreditati oggi, dei quali 1300 stranieri, sono testimonianza della fama della Mostra che in particolare quest’anno accentua il fatto di essere “internazionale” e “d’arte cinematografica”, come ha ricordato anche Vanessa Redgrave, premiata col Leone d’oro alla carriera. 

Tornando al nostro hotel momentaneamente riaperto, il presidente Baratta ha affermato che grazie alla sensibilità della società restauratrice ci si rende conto di quanto significhi questo edificio per il Lido di Venezia. Ha continuato volando alto sull’essenza stessa dell’Hotel Des Bains, che guarda verso il giardino e non verso il mare (snob), costruzione di architettura composta tanto quanto quella dell’Excelsior è onirica, costruito nel 1900 dai fratelli Marsich, duecento stanze  che costituiscono un insieme entrato a far parte della storia dell’arte.

Questo è il Baratta pensiero, nell’ottavo anno della sua gestione: assieme ad Alberto Barbera, direttore artistico dal 2011 della Mostra, accentuano l’attenzione sull’“inizio di un nuovo programma” in questo luogo prezioso dove “viola, violino e pianoforte” come in un concerto devono suonare in armonia. Collaborazione quindi riuscita con Coima, che vuole “ricostruire il paradigma culturale italiano” anche attraverso il restauro dell’Hotel Des Bains.

Intanto psicologicamente è importante questa seppur momentanea apertura: chi è da anni frequentatore della Mostra del Cinema ricorda le poche centinaia di metri di lungomare  tra hotel e palazzo del cinema animati da frotte di persone che si dirigevano verso il piazzale del Casinò (ex), grande spazio metafisico, a sua volta solo lo scorso anno tornato a vivere  dopo gli orribili anni del “buco” scavato inutilmente e costato enormemente.

Glissando sulle polemiche, e pensando a questa apertura dei saloni e della terrazza del Des Bains, non si può non pensare al vulnus che l’isola ha vissuto in questi anni di chiusura dell’albergo alquanto misteriosa, con un muro alto ed impenetrabile a circondare il vasto parco del quale tutti “prima” potevano ammirare la vegetazione e gli alberi, censiti un tempo dal Comune di Venezia ed oggi non più visibili, come la piscina ed il campo da tennis, e tutto l’insieme che era lì, anche se non ci si entrava. 

Ciclisti non troppo abili sfrecciano durante la Mostra per le strette strade del Lido, con gli accrediti svolazzanti appesi al collo con un prezioso cordoncino,  pesanti borse a tracolla e giornali di prammatica: sono definiti genericamente “i romani” dai brontoloni e sonnacchiosi abitanti dell’isola.  Costoro, gli accreditati, arrivati alla barriera di controllo , smontano dalle bici, ed aggiustandosi l’accredito ben in vista sul petto  parcheggiano ed iniziano la passerella davanti al Casinò, con sguardo compiaciuto.

Anche i veneziani alla sobria cerimonia di inaugurazione del “Cinema in Mostra” si sono dichiarati compiaciuti, ed in chi ama il cinema si è fatto strada quel piccolo fremito allo stomaco ed al cuore che si chiama emozione, pensando al tempo che fu ma soprattutto al tempo che è, il momento di entrare in sala, qualunque essa sia, e di leggere i titoli di inizio del film in programma qui, al Lido di Venezia.

Hotel des Bains
Lungomare G. Marconi, 17
Lido di Venezia

27/08 – 08/09
h. 10 – 22

9/09 – 16/09
h. 10 – 18

Visite guidate in italiano con partenze fisse.
Tutti i giorni, h. 10.30 / 12 / 14.30 / 16 / 18.30

28/08 – 16/09
Su prenotazione, è possibile usufruire di tour guidati in italiano, inglese e altre lingue straniere (soggette a verifica).

servizio fotografico di Barbara Marengo

Il festival si mette in mostra al Des Bains ultima modifica: 2018-09-02T16:17:13+02:00 da BARBARA MARENGO

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