Il prof. che vuol dare una lezione a Brugnaro

Andrea Martini, presidente di Municipalità, si è candidato a sfidare il sindaco uscente nel voto di primavera. Il ritratto di chi lo conosce da quando avevano i calzoni corti.
scritto da ENZO BON

A dispetto del fisico minuto e dell’indole mite, è stata la vera spina nel fianco del sindaco Brugnaro per tutta la consiliatura: dalla Municipalità di Venezia Murano Burano, della quale è presidente, ha inviato con frequenza quotidiana alla stampa comunicati di severa critica all’Amministrazione comunale senza mezzi termini. E ha sempre chiesto con forza che alle Municipalità, organo di partecipazione dimenticato e affossato dal primo cittadino di Venezia, fossero ridate deleghe e funzioni sottratte.

Veneziano dell’Angelo Raffaele, un quartiere popolare della città lagunare, classe 1955, Giovanni Andrea Martini, per gli amici Andrea, è stato una delle (poche) voci di dissidenza all’Amministrazione comunale “rappresentata dall’uomo solo al comando”, e ha spiazzato familiari, parenti, conoscenti e amici, ma soprattutto il Pd veneziano, quando, a maggio dello scorso anno, con un anticipo inusitato per le lente regole della politica locale, ha lanciato la sua candidatura a sindaco di Venezia.

La voga alla veneta, molto più che uno sport, per un vero veneziano come Martini

Mi candido – disse allora – perché penso sia arrivato il momento di dare ascolto a quanti me lo chiedono ma anche, e soprattutto, per dar seguito a un lavoro che, in questi anni, mi è sembrato di aver condotto in modo onesto, corretto e proficuo, facendo quanto era possibile per contrastare, pur con scarsissimi mezzi a disposizione, un governo cittadino che ha portato Venezia, Mestre e Marghera a una situazione insostenibile.

È la sfida di Davide contro il gigante Golia, hanno pensato allora in molti – e lo pensano tuttora – perché gli “scarsissimi mezzi a disposizione” sono davvero scarsi, soprattutto se paragonati alla potenza di fuoco di un sindaco-imprenditore che ha iniziato la campagna elettorale da tempo, e che proseguirà verosimilmente come un panzer, in un crescendo rossiniano a base di sedi elettorali dislocate su tutto il territorio comunale, di palloncini colorati, manifesti, depliant e feste con risotti e bistecche di chianina. Senza contare poi i mal di pancia, ben poco celati, in casa PD, che da subito ha criticato la mossa di Martini accusandolo di correre troppo avanti e, soprattutto, di non seguire le linee del partito.

L’ho fatto – mi disse durante una passeggiata per i boschi di Cibiana – per smuovere le acque, per provocare il partito a indire presto le primarie per la scelta del candidato, ma anche per accelerare l’inizio della campagna elettorale,

che tuttora, purtroppo, è lungi dall’iniziare, e sembra peraltro, ma tutto può ancora cambiare, senza la convocazione delle primarie.

Conferenza stampa di presentazione della lista “Tutta la Città insieme!”

Affascinato dalla politica fin da ragazzo, Andrea, che sorride divertito quando lo chiamano “catto-comunista”, ha ricevuto una solida educazione cattolica dal papà Mario, che ha speso una vita per aiutare i bisognosi con molteplici attività nella parrocchia dell’Angelo Raffaele, e da mamma Lidia. Elementari, medie e ginnasio-liceo al Cavanis, poi l’università con insegnanti del calibro di Pietro Treves, Fulviomario Broilo e Giorgio Padoan; infine la laurea in lettere antiche “magna cum laude” con una tesi sui Milites frumentarii pubblicata negli atti dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti e gli scritti sulla storia della ceramica e sull’arte in genere a Venezia. Quindi l’insegnamento alle superiori, l’altra grande passione, che ha portato avanti per oltre quarant’anni fino a giugno dello scorso anno.

È stato un grandissimo sacrificio – ha detto pochi giorni orsono durante la conferenza stampa di presentazione della sua lista “Tutta la Città insieme!” – dover smettere di insegnare per seguire al meglio la passione politica per le vicende cittadine.

Perché il professor Martini è stato un insegnante amato dai suoi allievi (basta guardare il suo profilo Facebook per averne conferma), che ricordano la strenue difesa per la specificità dell’Istituto Statale d’Arte di Venezia, le visite con gli studenti al Consiglio d’Europa e i vari gemellaggi che hanno avuto al centro il tema della difesa dei diritti.

Passione per la politica come servizio, si raccomanda di dire Martini, che lo ha portato, nel corso degli anni, a iscriversi al Partito democratico, nel quale assume il ruolo di coordinatore di Venezia centro storico e isole, fino alla elezione a presidente di Municipalità nel 2015 con poco meno di tredicimila preferenze, carica che ricopre tuttora

potendo comunque incidere ben poco sulla vita della comunità – afferma – poiché tutte le importanti deleghe e financo le sedi ci sono state via via sottratte dalla Giunta Brugnaro che ha accentrato tutto, affossando il grande lavoro di decentramento che il Comune di Venezia aveva portato avanti.

Ma ottenendo comunque ottimi risultati, quali la partecipazione al Forum internazionale sul Turismo di Seul, dove la Municipalità è stata invitata in luogo del Comune, o l’incontro con i parlamentari europei a Strasburgo, per porre sul tavolo di discussione i grandi problemi di Venezia. Una linea politica, quella della Municipalità da lui guidata, che si schiera da subito per l’estromissione delle grandi navi dalla laguna e per la lotta contro la monocultura turistica, e dove le assemblee pubbliche sui temi più caldi della politica cittadina (residenza, turismo, inquinamento, laguna, Mose) hanno trovato sempre una grande partecipazione popolare.

Un politico “vecchia scuola”, molto presente e attivo tra i cittadini e le iniziative di base

Grande appassionato di cinema, con Anna Ponti e Roberto Ellero ha fondato il VideoConcorso Francesco Pasinetti, di cui è direttore dal 2004 al 2014, che attraverso i cortometraggi, invita i giovani a dialogare con gli anziani e viceversa; ha collaborato con la Vetrina del Volontariato e con varie associazioni che si occupano di solidarietà e multiculturalità; ha curato il progetto “Corti in corto e in racconto”, dando sempre fiducia ai giovani che ha conosciuto nell’arco della sua lunga carriera di insegnante. È per questo che la sua lista, che correrà alle comunali della prossima primavera, ha al suo interno molti giovani, alcuni anche suoi ex-allievi, che proprio dai banchi di scuola hanno iniziato ad appassionarsi alla politica cittadina.

La mia sarà una lista aperta ai giovani – ci tiene a dire ai giornalisti presenti alla conferenza stampa di presentazione della lista nella sede elettorale di “Tutta la Città insieme!” in Campiello Mosca – perché hanno idee, sanno come realizzarle, sono pieni di una sincera passione, sono il futuro.

Al parlamento di Strasburgo

E se appunto non manca qualcosa, nella piccola sede, è proprio l’entusiasmo della sua squadra, che lo segue con una passione ammirevole, con incontri serali a casa dell’uno o dell’altro, con infinite telefonate che, qualche volta, riescono a turbare un po’ il quotidiano familiare e la pazienza della moglie Antonella e delle due figlie, Giulia e Orsola. Che condividono con Andrea la passione per la montagna: una piccola casa a Cibiana, il magico borgo dei murales, tra Pieve di Cadore e Cortina, dove la famiglia passa le vacanze e qualche fine settimana lungo. “Purtroppo pochi giorni”, dice, perché gli impegni di presidente di Municipalità ma soprattutto la nuova avventura politica limitano il tempo libero. Un’avventura cominciata, come si diceva, a maggio dello scorso anno, con l’annuncio inaspettato della candidatura fuori dagli schemi del partito, che ha fatto lo strepito d’un sasso gettato nello stagno, ma che è stata capace, in questi mesi, di prender forma, di convogliare le idee in un programma, di formare una squadra di “gente che opera unicamente per passione e per l’interesse della città in cui viviamo”, ci tiene a dire Martini, che partecipa quasi quotidianamente a incontri per mettere a punto le linee strategiche da qui al voto, “credendo nell’ascolto, nella condivisione, nella collaborazione imboccando strade che portino a traguardi raggiungibili con coraggio, competenza e immaginazione”, come è scritto nel sito della lista. E forse è proprio la capacità di ascolto, unita alla determinazione, doti che tutti gli riconoscono, il suo punto di forza; assieme alla convivialità, che ritiene essere una delle pratiche che permette alla comunità di vivere meglio.

E a chi gli fa presente che la battaglia è titanica, e che sta combattendo con una barca a remi contro una portaerei, sia dentro sia fuori al partito, lui sorride fiducioso. Forse perché rammenta, da professore di lettere, il pensiero di Montaigne. Spesso, dice il filosofo, la nostra saggezza è meno saggia della nostra follia, e altrettanto spesso i nostri sogni valgono più dei nostri discorsi.

La corsa verso Ca’ Farsetti. Lo scenario in un articolo di Marco Michieli

Il prof. che vuol dare una lezione a Brugnaro ultima modifica: 2020-02-01T17:14:54+01:00 da ENZO BON

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