Caso Reski. Brugnaro scrive alla FAZ

ytali aveva pubblicato la traduzione dell’articolo della giornalista candidata con la lista Terra e Acqua. Ieri il sindaco Brugnaro ha replicato all’articolo di Reski sul quotidiano conservatore tedesco.
scritto da YTALI
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Riceviamo e pubblichiamo la traduzione di un intervento del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ospitato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il testo appare sull’edizione cartacea di ieri della FAZ. Parti di esso non figurano nella versione italiana e, viceversa, in quella tedesca. Nei giorni scorsi, ytali aveva pubblicato la traduzione di un articolo di Petra Reski, apparso sullo stesso quotidiano tedesco, successivamente da noi rimossa per richiesta della stessa giornalista. Brugnaro non fa riferimento esplicito all’articolo di Reski [nella versione italiana], anche se il suo intervento trova ospitalità sulla FAZ come diritto di replica all’articolo della collaboratrice del quotidiano. Brugnaro coglie evidentemente l’occasione – rispondendo a una non precisata, indistinta, offensiva mediatica nei suoi confronti – per fare il punto sulla situazione veneziana, nella fase che vive la città, sulle prospettive future, a poco più di un mese dal voto per il rinnovo del consiglio comunale. È un testo in tutta evidenza elettorale, in particolare nella sua versione integrale in italiano.

A questo proposito, egli peraltro non specifica, nell’intervento, di essere candidato alla rielezione. Per giunta, il suo testo è in effetti la replica a un articolo, quello di Petra Reski, che ha fatto clamore a Venezia perché scritto da una giornalista che è candidata alle elezioni comunali, anche se la sua candidatura non è dichiarata nell’articolo pubblicato dalla FAZ. Nostro compito è anche quello di dar conto di questi doppi piani su cui procede lo scambio tra i due protagonisti della vicenda.

Nel merito dei vari punti rivendicati orgogliosamente dal sindaco, non entriamo in questa sede, ripromettendoci di farlo successivamente con articoli specifici, che s’aggiungeranno alla lunga serie di pezzi critici nei suoi confronti già pubblicati dalla nostra rivista.

Ecco il testo in italiano:

“L’amicizia fra Italia e Germania rende forte l’Europa” hanno scritto congiuntamente, nei giorni scorsi, il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il Presidente Federale Frank-Walter Steinmeier a dimostrazione del forte legame che esiste tra i nostri due Paesi. Facendo mie quelle parole dall’alto valore simbolico, vorrei arrivasse ai nostri amici tedeschi il più sincero grazie, da parte di tutta la Città di Venezia e mia personale, perché, con la loro costante presenza e con il loro sostegno, hanno sempre dimostrato quanto affetto e amore provino verso la nostra storia, le nostre tradizioni e il nostro territorio. Un’attestazione di stima che, soprattutto in questi mesi di difficoltà, ha dato la forza e il coraggio a tantissimi veneziani che si sono rimboccati le maniche per far ripartire la Città e per farla tornare ad essere quel luogo dove tutti i cittadini del mondo possono sentirsi a casa.

Abbiamo affrontato mesi durissimi: a novembre dello scorso anno la terribile acqua alta con quelle immagini che sicuramente hanno impressionato anche voi in Germania, poi la pandemia. Eppure non abbiamo mai perso il nostro spirito resiliente e non abbiamo mai smesso di difendere l’onore della Città da chi, per tornaconto personale o elettorale, visto l’avvicinarsi del voto amministrativo, vorrebbe farne una narrazione non rispondente al vero. Questo non lo consentiamo e non lo consentiremo mai perché Venezia sta dimostrando in tutti i modi le sue potenzialità e il suo ritrovato ruolo sia nello scacchiere nazionale che estero. Lotterò sempre per garantire a ciascuno di noi la libertà d’espressione ma, con altrettanta forza e determinazione, contrasterò chiunque getti fango e discredito su Venezia. E, come è doveroso per un Sindaco fare, saranno i fatti a smentire le falsità.

Venezia, città patrimonio dell’Unesco, è stata in questi anni attenzionata speciale da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel 2015, ancor prima della mia elezione a Sindaco, gli ispettori vennero personalmente in Città, componendo un rapporto con il quale si paventata l’ipotesi di eliminare il sito dall’elenco delle Città patrimonio dell’umanità. Uno scenario frutto di anni e anni di un modo di amministrare dove tutto era consentito e dove si preferiva evitare le contestazioni o evitare di intaccare rendite di posizione. Abbiamo lavorato sodo, abbiamo dimostrato di avere chiaro il percorso per uscire da quelle sabbie mobili e abbiamo avuto la fiducia di quegli stessi commissari che, anche durante l’ultimo sopralluogo dello scorso gennaio, hanno apprezzato l’impegno di questa Amministrazione nel risolvere quelle questioni di propria competenza. Fatti incontrovertibili che, chiunque guardi alla nostra Città senza i paraocchi del rancore e della cattiveria, non può che constatare.

Venezia, così come voluta dai nostri antenati della Repubblica Serenissima, ovvero “Stato da Mar e Stato da Tera”, ha visto in questi ultimi cinque anni una rigenerazione senza pari dove, a fianco della necessaria conservazione dello “Stato da Mar” ovvero il Centro Storico e le Isole, abbiamo affiancato una naturale evoluzione dello “Stato da Tera” ovvero della Terraferma con Marghera e Mestre in primis. Un vero e proprio gesto di solidarietà che sta portando tutta la Città a diventare un esempio tangibile di buona amministrazione capace di risanare i bilanci e contemporanemente concretizzare tutti quegli investimenti che le consentano di diventare esempio per l’Italia e il mondo intero. Abbiamo investito in innovazione realizzando una Smart Control Room tecnologicamente all’avanguardia dove poter monitorare in tempo reale la Città e abbiamo cablato con la fibra ottica tutto il territorio così da poter garantire connessioni veloci e creare occasioni di lavoro digitale per i giovani di tutta Europa. Al tempo stesso abbiamo investito in tutela e salvaguardia dell’ambiente, argomento che, grazie a un efficiente sistema di economia circolare, ha consentito a Venezia di essere, da tre anni, la prima città in Italia per la raccolta differenziata, con percentuali leader in Europa. Abbiamo sostenuto anche la residenzialità, con il blocco per l’apertura di nuovi alberghi, bar e ristoranti nelle aree di maggior pregio della città d’acqua, con la rimessa a nuovo di oltre 400 abitazioni per le famiglie, con lo sviluppo di una nuova area residenziale a Sant’Elena, con tanto di nuovo palazzetto dello sport, per quasi 1000 nuovi residenti.

Noi ci abbiamo messo la faccia e stiamo lavorando per la salvaguardia di questa città. Guardiamo con attenzione a garantire un turismo che sia sempre più rispettoso della Città scoraggiando atteggiamenti indecorosi anche grazie ad un rinnovato Corpo di Polizia locale che può contare su oltre 500 agenti, con età media di 34 anni. Stiamo realizzando il sistema di prenotazione della città: sarete sempre i benvenuti, ma se non soggiornerete nel territorio comunale sarete soggetti, dall’anno prossimo, ad un “contributo di accesso” e alla registrazione obbligatoria. Così disincentiviamo il sovraffollamento. Venezia è di tutti, ma dobbiamo garantire a chi viene a visitarla la possibilità di poterla vivere e conoscere nel modo migliore.

Non ci nascondiamo che resta aperto il capitolo delle Grandi navi sul quale aspettiamo che il Governo si decida finalmente ad accogliere la nostra richiesta di non farle più passare davanti al Bacino di San Marco ma di deviarle attraverso la bocca di porto di Malamocco facendole arrivare direttamente a Marghera. È dal 2017 che il Governo ha sottoscritto l’impegno ma ad oggi ancora nulla.

Molto altro ci sarebbe da raccontare e lo faremo a puntate perché la verità e la trasparenza dei fatti deve sempre e comunque prevalere sull’interessata opinione di qualcuno. Ora ci candidiamo anche per il futuro delle giovani generazioni e quindi per investire bene le risorse che l’Europa ci metterà a disposizioni con il Recovery Fund. Se venite a Venezia, vi stupiremo. E ai lettori del vostro prestigioso quotidiano spero arrivi il mio personale invito: venite a Venezia, toccate con mano e guardate con i vostri occhi. Così giudicherete voi stessi e scoprire la vera anima della nostra città. Vi aspettiamo!

Come si diceva prima, la lettera di Brugnaro alla Frankfurter Allgemeine Zeitung riguarda una vicenda che ha interessato anche la nostra rivista, ed è la ragione per cui abbiamo deciso di ospitarla, per par condicio.

ytali ha infatti tradotto in italiano l’articolo di Petra Reski, con il titolo “Voci battagliere in città”.

Successivamente l’articolo è stato rimosso dalla nostra rivista e, pertanto, non è più visibile.

Per chi voglia leggerlo, è tuttora disponibile sul sito di Petra Reski. Il testo proposto dalla collega tedesca è privo tuttavia della premessa che ytali aveva deciso di aggiungere a esso, dopo avere appreso della candidatura dell’autrice alle elezioni comunali di Venezia. In seguito alla pubblicazione della nostra premessa, Petra Reski ha chiesto che il suo articolo fosse rimosso da ytali, ritenendolo “offensivo”.

Ecco quanto scrivevamo, il 30 luglio scorso, due giorni dopo la pubblicazione su ytali dell’articolo in questione:

Solo dopo la pubblicazione dell’articolo che segue, abbiamo appreso che l’autrice è candidata alle prossime elezioni per il rinnovo del Comune di Venezia nella lista Terra e Acqua, con candidato sindaco Marco Gasparinetti, fondatore e leader del Gruppo 25 aprile.

Della propria candidatura, la collega ha scritto nel testo dell’articolo inviato alla redazione della FAZ. Nella messa in pagina dell’articolo, i redattori del desk hanno deciso, autonomamente, di non pubblicare questa notizia, togliendola dunque dal testo poi pubblicato. Petra Reski ci ha inviato la traduzione dell’articolo così com’è stato pubblicato dal suo giornale. Non ha ritenuto di avvertire la nostra redazione dell’omissione decisa dai suoi colleghi né, direttamente, della sua candidatura.

Si è anche discusso con lei della parte finale del suo articolo, che suona come esplicito endorsement di Marco Gasparinetti, considerandola, da parte nostra, una posizione decisamente squilibrata e di parte all’interno di un pezzo che intende dar conto della situazione attuale a Venezia. Sorvolando sul fatto di essere lei stessa candidata, ha risposto ai nostri rilievi difendendo la sua scelta e il suo diritto alla soggettività esplicita, dichiarata, nel suo mestiere di giornalista. Abbiamo tuttavia deciso di ospitare ugualmente l’articolo, in ossequio alla nostra visione di un giornalismo aperto e plurale, ma anche per dar conto di come un autorevole giornale – peraltro di tendenze conservatrici – racconta quanto succede a Venezia, anche criticando un sindaco conservatore e prendendo le parti di una lista apertamente di sinistra.
L’articolo ha già avuto numerose visioni. Ritirarlo, come pure ci è stato chiesto, sarebbe un errore anche perché – conoscendo i retroscena della sua pubblicazione – gli elettori possono valutare con maggiore consapevolezza come e fino a che punto la propaganda politica possa oggi raggiungerli e cercare di orientarli attraverso le vie più diverse e inedite. Anche attraverso l’articolo di un giornale tedesco autorevole, pubblicato a Francoforte ma dentro le dinamiche politiche della nostra città.

Finché è stato online l’articolo, i lettori hanno avuto modo di valutare sia il testo di Petra Reski sia la nostra premessa, critica, ma argomentata. La richiesta di ritirare l’articolo – non una nostra decisione – è stata semplicemente, a nostro avviso, un atto di mancanza di rispetto verso l’intelligenza dei lettori, tipico di chi – anche dalla posizione di giornalista – preferisce indottrinare piuttosto che argomentare e fornire dati e strumenti di conoscenza critica dei fatti, mantenendo un‘opacità sulla propria posizione di reporter/candidata.

Affermare, poi, che avremmo dovuto sapere della sua candidatura è semplicemente comico. Solo un io ipertrofico può fare simili asserzioni e solo uno spirito settario può rilanciarle pappagallescamente. In ogni caso, un simile assunto non avrebbe dovuto esimere la collega dal metterlo in chiaro nei diversi scambi di email che hanno preceduto la pubblicazione.

Avessimo saputo che Petra è candidata – e se lei, correttamente, ce l’avesse detto – non avremmo pubblicato il suo articolo.

Un evidente caso di conflitto d’interessi.

ytali è un giornale d’opposizione severa nei confronti dell’attuale sindaco. Ma non pensiamo di doverla fare con ogni mezzo, pur di colpirlo. Un’idea del genere non solo ci è estranea ma, a nostro avviso, costituisce uno dei dati negativi che rendono da tempo certa sinistra poco credibile e affidabile. Per la sua etica à la carte.

Caso Reski. Brugnaro scrive alla FAZ ultima modifica: 2020-08-08T11:29:31+02:00 da YTALI

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