Il laboratorio della buona politica

scritto da ytali

I video che qui proponiamo ai nostri lettori raccontano una giornata storica. Un sabato pomeriggio di maggio, pioggia fitta, con qualche goccia prepotente che penetra fin dentro l’enorme sala dove, per quattro ore e più, quattrocentocinquanta  persone d’ogni dove del territorio veneziano hanno discusso intensamente e democraticamente del presente e del futuro della loro città. “Un’altra città possibile”. Una città che è Venezia, città dei veneziani, città del mondo.

Mario Santi, che è tra i promotori dell’assemblea, e Claudio Madricardo hanno già informato su quanto è successo sabato. Questi otto video sono più che un supporto integrativo ai due articoli. Danno anche il senso del perché abbiamo usato un parolone – storica – per definire la riunione del 18 maggio scorso.

Certo, se resterà un fatto isolato, dovremo rimangiarcela, quella definizione. Ma non se – com’è ragionevole pensare – la riunione nel Vega si rivelerà essere stata l’inizio di un itinerario. Scadenzato da altre tappe simili. Significherà che da Venezia è partito un segnale di rottura con la “vecchia” politica che però è un segnale propositivo importante di rinnovamento radicale dei modi e dei metodi. Condizione senza la quale è inimmaginabile oggi un ritorno d’interesse per la politica e alla politica. Condizione senza la quale è impensabile un coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini, che non sia solo la pur importante partecipazione al voto, peraltro disertato da una parte sempre in aumento dell’elettorato, e che non sia la modalità passiva di spettatori di talk show.

Ci sono già da tempo associazioni e comitati che, anche grazie alle nuove tecnologie della comunicazione,  praticano metodi di democrazia partecipata. Un partito, oggi al governo del Paese, deve la sua fortuna a questo metodo. Peccato che dietro e dentro di esso ci sia una centrale di telecomando totale e totalizzante. Dov’è allora la novità?

Al Vega s’è vista all’opera una rete ben funzionante tra le associazioni, produttiva di nuove idee, molte delle quali nascono proprio dall’interazione tra le associazioni e tra gli individui, secondo una trasversalità antigerarchica, politica, culturale, generazionale, di genere.

Al di là della specificità locale dei temi, se il metodo adottato funziona molto bene in una città plurale e ricca di diversità come Venezia, può funzionare bene anche in altri contesti. Un laboratorio, dunque. Di buona politica. Che ha valore e portata nazionali, e non solo.
(Guido Moltedo)

Ps Ci scusiamo per l’inadeguata qualità audio di alcuni passaggi dei video dovuta a motivi tecnici e ambientali. Abbiamo chiesto ad Andrea Merola, l’autore dei video, di poterli mettere comunque online. Lo ringraziamo anche di questo.

Il laboratorio della buona politica ultima modifica: 2019-05-22T13:35:22+01:00 da ytali

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