Benvenuti a casa Balla

In occasione dei 150 anni dalla sua nascita l’abitazione del grande pittore apre al pubblico, nell’ambito di una grande mostra a lui dedicata, “Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno”.
LUNA MOLTEDO
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Al quarto piano di un palazzo romano, in via Oslavia 39, tra il quartiere Prati e Delle Vittorie, si trova l’abitazione di Giacomo Balla. In occasione dei 150 anni dalla sua nascita la casa del grande pittore apre al pubblico. Merito del MAXXI. Il museo guidato da Giovanna Melandri inaugura infatti una grande mostra, “Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno”, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Domitilla Dardi, che prevede anche la riapertura, appunto, della leggendaria abitazione.

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Grazie all’interesse della Soprintendenza speciale di Roma – Archeologia Belle Arti e Paesaggio, della Direzione generale Creatività contemporanea del MIC e il contributo della Banca d’Italia, oltre a sponsor privati, il sogno di aprire finalmente al pubblico questo luogo diventa realtà. Con il corollario di un’apertura permanente, si auspica.

Giacomo Balla e Fortunato Depero nel loro Manifesto per la ricostruzione futurista scrivevano:

Daremo scheletro e carne all’invisibile, all’impalpabile, all’imponderabile, all’impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell’universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto.

Possiamo dire che furono fedeli ai loro principi anche nell’arredare le proprie case. 

Un caleidoscopio di colori, la casa di Balla. Ha pareti, mobili e utensili dipinti a mano dall’artista e sono una vera opera d’arte a sé stante. Si può dire che non ci sia nulla che non sia stato toccato dal suo genio: dal guardaroba ai soprammobili, alle piastrelle. I Futuristi parlavano di “opera d’arte totale”. E la casa di Balla sembra proprio rispecchiare questo concetto. Duecento metri quadri circa allestiti con le tele del pittore e colori, luce, forme artistiche che rendono il perimetro domestico un’opera d’arte. Il celebre studiolo rosso coperto di colore da cima a fondo; in giro giacche coloratissime, cuscini, coperte, grandi tappeti e manifatture realizzate in parte dalle figlie del pittore, Luce ed Elica anche loro artiste, in parte da artigiani della zona, così come il mobilio. Sgabelli, madie, tavoli dalle forme futuriste, pensati per essere realizzati a incastro, con l’uso di pochissime viti. E ancora i piatti, le lampade, i cavalletti e i pennelli, creati utilizzando materiali talvolta poveri e di riuso.

C’è da dire che molti dei pezzi più significativi del design balliano, in prestito al MAXXI, vengono dalla collezione Cigna Biagiotti. E a contribuire al restauro di Casa Balla c’è anche la Banca d’Italia, che ha eseguito e concluso anche il restauro del “Bal tic tac”, il mitico locale futurista di via Milano (Rione Monti a Roma) decorato dall’artista nel 1921. 

Il pittore e teorico del futurismo Balla, anzi “Futurballa”, come amava definirsi, ha vissuto per quasi trent’anni, dal 1929 fino alla morte nel 1958, nella casa dove ha creato un mondo a sua immagine e somiglianza. Possiamo dire che Balla ha vissuto in un’opera d’arte che oggi, a chi la visita, aiuta a capire di più il pittore torinese, l’artista che fu fra i primi protagonisti del divisionismo italiano e che divenne poi un esponente di spicco del Futurismo.

Benvenuti a casa Balla ultima modifica: 2021-06-17T18:21:14+02:00 da LUNA MOLTEDO

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