Ma a Venezia da dove arrivano i voti di Zaia?

A Venezia il presidente della Regione ha preso sedicimila voti più di Luigi Brugnaro. Da dove arrivano questi voti? Abbiamo provato a fare delle ipotesi.
scritto da MARCO MICHIELI
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Con il 77 per cento dei voti Luca Zaia è stato rieletto per la terza volta presidente della Regione Veneto. Anche Luigi Brugnaro è stato rieletto sindaco di Venezia al primo turno, con il 54 per cento dei voti. A Venezia Zaia ha ottenuto un po’ meno del risultato regionale: il 67 per cento. Circa tredici punti in più, però, rispetto al sindaco Brugnaro che si presentava con la stessa coalizione. Dove dunque nella città lagunare Zaia ha preso più voti di Brugnaro? Vediamolo assieme. Ovviamente la partecipazione alle due competizioni è pressoché identica nel comune.

Nella mappa qui riportata sono rappresentati il differenziale in termini di voti assoluti tra Brugnaro e Zaia, e poi tra Pierpaolo Baretta, candidato del centrosinistra in comune, e Arturo Lorenzoni, candidato del centrosinistra in Regione.

Nella mappa, più le sezioni sono rosse, maggiori sono i voti che ha preso il candidato alla presidenza della Regione Veneto. Come si vede immediatamente Zaia ha preso molti più voti di Brugnaro nel centro storico e nelle isole dell’estuario. Al Lido Zaia ha preso più di 1600 voti più di Brugnaro. A Murano e Burano quasi 1000 più del sindaco uscente. A Venezia sono quasi 6000 i voti di differenza tra Zaia e Brugnaro e sparsi un po’ ovunque nella città, con maggior perdite a Castello, Dorsoduro, San Marco e Giudecca. In Terraferma il differenziale è più contenuto: quasi 7500 voti in un territorio che comprende tutte le municipalità della Terraferma. Meno di centro storico ed estuario messi assieme.

C’è stato quindi un voto a favore di Zaia che è andato oltre il centrodestra di Brugnaro? È possibile immaginarlo, visto che i risultati migliori Baretta li ha ottenuti proprio nella città storica.

Vediamo adesso i dati del differenziale tra Lorenzoni e Baretta. Va detto che c’erano quattro candidature – Paolo Benvegnù, Daniela Sbrollini, Patrizia Bertelle e Simonetta Rubinato – che appartenevano a liste e partiti che erano a livello comunale alleati con Baretta o vicini al centrosinistra.

Come si vede nella mappa, è quasi tutta blu: significa che Baretta ha preso più voti di Lorenzoni. In particolare nella zona di Castello, al Lido, a Trivignano, parzialmente a Zelarino, Marghera, Catene e Carpenedo. Anche aggiungessimo ai più di 29000 voti di Lorenzoni i voti ottenuti dagli altri quattro candidati vicini al centrosinistra, mancherebbero a Lorenzoni ancora quasi 3000 voti per arrivare al risultato di Baretta (circa 36000 voti). È possibile che quei 3000 voti siano andati a Zaia? Difficile da capire senza l’analisi dei flussi elettorali.

Però possiamo provare a fare qualche ipotesi. In termini di differenza assoluta di voti, Brugnaro ha quasi 16000 voti in meno di Zaia. Anche immaginando che i 4300 voti di Stefano Zecchi siano andati tutti a Zaia, all’appello ne mancherebbero circa 12000. Che arrivano a Zaia forse un po’ da tutte le parti e tra questi probabilmente vi sono i 3000 del centrosinistra.

Ma sono solo 3000 quelli provenienti dal centrosinistra? Facciamo un’ipotesi per assurdo. A Venezia Giovanni Andrea Martini e Marco Gasparinetti hanno totalizzato assieme più di 9000 voti. La somma di questi voti, quelli di Zecchi e quelli mancati a Lorenzoni e provenienti dall’area Baretta è di 16000 voti. Ora è impensabile che tutti gli elettori di Martini e Gasparinetti abbiano votato per Zaia. Quindi è ipotizzabile che la quota di persone che ha votato Baretta alle comunali e poi Zaia alle regionali sia più alta in realtà di quei 3000 voti. A questi bisognerebbe forse poi aggiungere qualche elettore che ha sostenuto Gasparinetti o Martini. Oltre a Zecchi. Per il Movimento Cinque Stelle, che poteva essere il primo indiziato, la candidata sindaca Sara Visman prende meno voti del candidato presidente della Regione.

Quale sia l’identikit degli elettori che hanno votato Baretta al comune e poi Zaia in regione è difficile capirlo. Così come è difficile capirne le motivazioni. È un elettorato di “aficionados” del centrosinistra, persone che sono tradizionalmente schierate con quest’area politica e che stimano positivo l’operato di Luca Zaia? Oppure è un elettorato più mobile, meno politicizzato, che ritiene positivo il mandato di Zaia e, però, detesta Brugnaro, il che spiegherebbe il maggiore differenziale in centro storico? Oppure, forse, un mix dei due gruppi?

Ma a Venezia da dove arrivano i voti di Zaia? ultima modifica: 2020-09-24T10:59:10+02:00 da MARCO MICHIELI

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